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Dintorni · Cultura

Museo Egizio di Torino due secoli di storia dell'antico Egitto

Il più antico museo al mondo dedicato alla civiltà egizia sta nel centro di Torino: statue monumentali, papiri e corredi funerari in un palazzo seicentesco, a circa 1,5 km da Porta Susa.

Circa 1,5 km Via Accademia delle Scienze
Museo Egizio di Torino
Museo Egizio di Torino.

A Torino l'antico Egitto non è una mostra di passaggio: è di casa da due secoli. Il Museo Egizio nasce nel 1824 nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze, quando Carlo Felice acquista la grande collezione riunita da Bernardino Drovetti, console francese in Egitto. Da allora è considerato il più antico museo al mondo interamente dedicato alla civiltà egizia, e oggi custodisce oltre 40.000 reperti tra statue monumentali, papiri e corredi funerari faraonici.

Il palazzo stesso merita uno sguardo: fu costruito a partire dal 1679 su progetto legato a Guarino Guarini e al cantiere di Michelangelo Garove, e nasce quindi come edificio barocco, molto prima di diventare la sede di sfingi e sarcofagi. Una distanza di quasi tremila anni tra il contenitore e il contenuto, che a Torino sembra la cosa più naturale del mondo.

La Galleria dei Re

Se avete visitato il museo anni fa, preparatevi a trovarlo cambiato. Nel novembre 2024, in apertura delle celebrazioni per il bicentenario, è stata inaugurata la nuova Galleria dei Re, progettata da OMA con Andrea Tabocchini Architecture. Al posto dell'allestimento buio del 2006, firmato da Dante Ferretti, ora le grandi statue stanno nella luce: pareti in alluminio, un grande disegno del tempio di Karnak e le sculture ordinate cronologicamente, con la statua di Ramesse II ben visibile al centro. La regia è stata affidata agli egittologi, non agli scenografi, e si sente: si capisce meglio chi erano questi sovrani e perché furono scolpiti così.

Kha, Merit e la vita quotidiana

La sala che molti visitatori ricordano più a lungo è quella della tomba di Kha e Merit. La scoprì il 15 febbraio 1906 una missione italiana guidata da Ernesto Schiaparelli, allora direttore del museo: oltre 440 oggetti, trovati ordinatamente al loro posto e arrivati in gran parte a Torino. Non parlano solo di faraoni e di aldilà, ma di una coppia e delle cose che le servivano: è il motivo per cui questa parte del museo piace tanto anche ai ragazzi.

Tra i pezzi che meritano una deviazione c'è anche il piccolo tempio rupestre di Ellesija, fatto costruire da Thutmose III. Fu salvato dalle acque del lago Nasser grazie al lavoro del museo e donato all'Italia negli anni Sessanta del Novecento. Vederlo ricomposto a Torino racconta da solo quanto questa istituzione abbia contato per l'archeologia del Novecento.

Come organizzare la visita

Il percorso si sviluppa su più piani e la collezione è ampia: più che correre per vedere tutto, conviene scegliere prima cosa non volete perdere. Il museo si trova a circa 1,5 km da Porta Susa, nella stessa parte di città di Piazza San Carlo, così potete abbinare le due tappe nella stessa giornata. Dopo una visita lunga, una passeggiata sotto i portici di via Roma o verso Piazza Castello è il modo migliore per tornare al presente. Orari, modalità di ingresso ed eventuali allestimenti temporanei cambiano nel corso dell'anno: il riferimento resta il sito ufficiale del museo.

Consigli pratici

  • Prenotate in anticipo sul sito ufficiale, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di festa.
  • Decidete prima le sale che non volete perdere, ad esempio Galleria dei Re e tomba di Kha e Merit.
  • Con i bambini scegliete una visita più breve, costruita su pochi oggetti da raccontare.
  • Controllate sul sito del museo orari e allestimenti aggiornati prima di uscire di casa.